Dissotterro cadaveri in putrefazione.
Vecchi rancori incancreniti dal tempo.
Ho nascosto per anni,
sotto strati di pazienza e tolleranza,
pericolose mine dal potere distruttivo,
che adesso sento esplodere, una ad una, dentro di me.

Dissotterro cadaveri in putrefazione.
Vecchi rancori incancreniti dal tempo.
Ho nascosto per anni,
sotto strati di pazienza e tolleranza,
pericolose mine dal potere distruttivo,
che adesso sento esplodere, una ad una, dentro di me.

Sfiori la mia vita con sfacciata indifferenza.
Stai attento a non toccare nulla che mi appartiene e, con sguardo distratto, fingi di non vedere ció che è lampante agli occhi di tutti.
Continuo a soffrire osservando da lontano la tua vita che scorre senza interruzioni…
E so che non ci sarà un domani.
E so che sarai per sempre la mia dannazione.
In preda a violente convulsioni cerebrali, mi rifugio in un mutismo forzato per paura che le mie parole possano distruggere situazioni già in equilibrio precario.
Più osservo chi mi circonda e più mi manca l’uomo che eri quando mi facesti innamorare di te!
Attorniata dal vuoto delle esistenze altrui, scavo nelle mie profondità in cerca di linfa vitale.
E solo l’amore compensa il dolore…riscatto per la mia sofferenza.
Ho vinto il primo posto e sono salita sul podio della vita sorreggendo, con braccia trionfanti, il premio più dolce che una donna possa desiderare.
È massacrante non poter conduvidere con te questo raggio di felicità.
Abbagliata dal mio amore per lui, cerco il più possibile di diventare impermeabile agli atteggiamenti altrui…ma quando il dolore sgorga dalle viscere, non c’è salvezza.
Inondata da te, aspetto inerme che la marea passi, per ritrovare la calma apparente che mi consente di sopravvivere senza annegare.
Mi manchi. Cazzo quanto mi manchi.
Tra nere pareti ricoperte di lucido smalto ormai invecchiato, giaccio, mentre i pensieri mi rendono impossibile affrontare la notte.
Rincorro fantasmi negli angoli più nascosti della memoria, sorrisi, abbracci, parole che possano ricondurmi anche solo un attimo in quel fantastico mondo incantato in cui sorridevo felice.
Ero un’altra che viveva una vita che non le apparteneva.
Non sua.
Ho conosciuto il demonio.
Con aria seducente si è insinuato nelle nostre esistenze tingendo di bianco candore tutto ció che ci circondava. Ha scavato in profondità abissali iniettando nelle noste vene veleno e odio! Ci ha offerto profumate rose dal gambo liscio e robusto, e ci ha sorriso mentre spargeva intorno a noi pungenti spine ricoperte di sangue per isolarci da tutto e sottomettere le nostre menti al suo volere.
Ho conosciuto il demonio.
Aveva le sembianze di una splendida donna sinuosa.
Ho conosciuto il demonio e da quel momento la mia vita non è stata più la stessa.
Vivo con il cuore trafitto dall’indifferenza.
Sospesa.
Condizionata ancora nei pensieri da quell’essere perverso che ha manipolato la mia personalità per anni. Come una goccia d’acqua che scalfisce e scava anche la pietra più resistente…così le sue parole, ripetute ogni giorno, hanno sedimentato in me concetti assurdi.
Astuto e scaltro, è strisciato nei nostri cervelli seminando virus letali e si è insinuato nelle nostre budella infettando organi e liquidi.
Ho conosciuto il demonio.
E mi ha rovinato l’esistenza.
Vinicio Capossela scandisce i miei minuti.
Ed il tempo rallenta il suo rapido fluire sulle note di SOLO MIA.
[Cerco te, ma tu chi sei..di chi sei! Di chiunque tu ora sia...solo mia non sei.]
Una doverosa telefonata mi attende sulla tastiera del mio NOKIA…pronta per essere attivata.
Ma la mente prende tempo, si dedica spazio per colmare lentamente il vuoto che ci separa con parole da dire e frasi da formulare.
Avion Travel ed Elisa mi spingono…e chissà che non verrai qui per un caffè.
E no che non verrai…sei in una fantomatica riunione, circondato da chissà chi.
E mi ringrazi…e mi si stringe il cuore al pensiero di non poterti abbracciare.
ci sono muri indistruttibili
sento scivolare sulla schiena le tue ultime parole
messaggi tramandati da voci innocenti
che colpiscono dritto al cuore
adesso so, con assoluta certezza,
che non c’è nulla che io possa fare per riaverti nella mia vita
sei intrappolato in una ragnatela dalla trama fittissima che ti impedisce di guardare cosa ti circonda
catturato ed isolato
ti hanno fatto credere che quello fosse il posto migliore in cui vivere
oggi per te non esiste alternativa al tuo isolamento
mi hai sempre consigliato di essere una donna libera
scevra da qualsiasi tipo di condizionamento psicologico
ma la tua libertà finiva all’interno di quella ragnatela invecchiata
non sapevi che la mia libertà mi avrebbe portato fuori di lì
a costo di vivere lontano da te
e poi
il nulla
Finisce qui, così,
senza una parola, un messaggio, una carezza, un tuo pensiero rivolto a me.
Finisce qui, così,
il quarto anno di distanze in espansione…per lasciare spazio ad un 2010 ancora più vuoto.
Finisce qui, così,
la mia ossessione di te che si materializza durante le "feste" trasformandosi in pianto silenzioso e malinconia.
Finisce qui, così.
Senza più nulla da aggiungere alla tua risposta gelida quando ti ho telefonato il giorno di natale.
Finisce qui, così,
tra solitudini diverse che si cercano, perdendosi in ricordi ormai lontani.
[L'ultima foto che ho con te è di tanto...troppo tempo fa.
L'ulltima gioia che mi lega a te ormai non la ricordo più.]
Finisce qui, così,
un anno difficile, segnato dalla perdita di una persona per te troppo importante.
Finisce qui, così,
lo squallido spettacolo che si srotola davanti ai miei occhi alternando animate discussioni,
incomprensibili ipocrisie ed insopportabili pause.
Finisce l’era dei nostri silenzi, delle parole d’amore urlate al vento,
della voglia di andare oltre e riuscire a mettere da parte i rancori.
Finisce con il cuore che si squarcia
e le mani che hanno paura di digitare parole dal suono troppo doloroso.
[Finisco qui questo anno di svolta, da sola, di fronte al mio muto interlocutore virtuale.
Pensando a te con questo sole che oggi più che mai riscalda la pelle.
Aspettando in silenzio la luna piena che, accompagnata da luci variopinte,
mi ricorderà quanto maledettamente mi sei mancato in questi mesi
e quanto, per il tuo benessere, abbia dovuto scegliere di rinunciare ad amarti.]
Finisce qui, così…
A mezzanotte
un nuovo giorno, di un nuovo anno, di un nuovo decennio,
ci regalerà nuovi propositi e nuove prospettive.
Tu sarai altrove,
circondato dalle persone che ami e che hai scelto di avere al tuo fianco.
Sentirò la tua voce sussurrarmi auguri,
mentre il tuo calice di champagne brinderà al nuovo anno con le persone che mi hanno distrutto la vita
e il tuo sorriso e i tuoi occhi si perderanno nel cielo in cerca dell’angelo custode che ti vive accanto.
Una lacrima scivolerà sulla tua pelle, un addio muto.
[Sarò lì, imprigionata nel tuo pianto, a ricordarti che non sei solo.
Le mie braccia invisibili ti stringeranno in un abbraccio d'amore
e le mie labbra si poseranno sulle tue
per farti riprovare quella sensazione di appartenenza genetica
che da anni non provi più.
Ti sussurrerò TI AMO all'orecchio e mischierò le mie lacrime alle tue
per poi volare via e ritornare nella mia vita senza di te,
dove tu hai scelto di relegarmi]


[luci che si spengono]
Avanzavo con passo deciso, mentre lentamente mi sfilavo le catene che mi hanno intrappolata negli ultimi 4 anni. Ho varcato la soglia dell’uscita trattenendo il respiro, quasi a voler riordinare in gola tutte le motivazioni che di lì a poco sarebbero schizzate fuori con estrema convinzione. Pochi secondi per sentire il battito del cuore che, con ritmo accelerato, mi sussurrava un ok sincero e per dondolare il peso del corpo su entrambe le gambe molli e tremanti e bilanciarlo nel miglior modo possibile. Un’aggiustatina alla maglia, ai capelli…un ultimo pensiero rivolto al mio sogno nel cassetto…e, con sorriso disarmante, sono entrata lì, in quel posto oscuro in cui il mio carnefice improvvisamente è diventato vittima inconsapevole di se stesso e della propria arroganza. Non c’è tempo…non ce n’è più. Pochi istanti per celebrare il rituale di convenevoli che va avanti da un’eternità, ed uscire, subito dopo, leggera come una piuma…libera come un’aquila…in pace con me stessa, saltellando su prospettive e progetti futuri. Mi sono lanciata a braccia aperte verso il mondo, senza alcun paracadute, ma consapevole che da adesso ho il privilegio di volare in alto, osservando l’infinito che mi circonda.