Sfiori la mia vita con sfacciata indifferenza.
Stai attento a non toccare nulla che mi appartiene e, con sguardo distratto, fingi di non vedere ció che è lampante agli occhi di tutti.
Continuo a soffrire osservando da lontano la tua vita che scorre senza interruzioni…
E so che non ci sarà un domani.
E so che sarai per sempre la mia dannazione.

In preda a violente convulsioni cerebrali, mi rifugio in un mutismo forzato per paura che le mie parole possano distruggere situazioni già in equilibrio precario.

Più osservo chi mi circonda e più mi manca l’uomo che eri quando mi facesti innamorare di te!
Attorniata dal vuoto delle esistenze altrui, scavo nelle mie profondità in cerca di linfa vitale.
E solo l’amore compensa il dolore…riscatto per la mia sofferenza.

Ho vinto il primo posto e sono salita sul podio della vita sorreggendo, con braccia trionfanti, il premio più dolce che una donna possa desiderare.

È massacrante non poter conduvidere con te questo raggio di felicità.

Abbagliata dal mio amore per lui, cerco il più possibile di diventare impermeabile agli atteggiamenti altrui…ma quando il dolore sgorga dalle viscere, non c’è salvezza.

Inondata da te, aspetto inerme che la marea passi, per ritrovare la calma apparente che mi consente di sopravvivere senza annegare.

Mi manchi. Cazzo quanto mi manchi.

HO CONOSCIUTO IL DEMONIO

Tra nere pareti ricoperte di lucido smalto ormai invecchiato, giaccio, mentre i pensieri mi rendono impossibile affrontare la notte.
Rincorro fantasmi negli angoli più nascosti della memoria, sorrisi, abbracci, parole che possano ricondurmi anche solo un attimo in quel fantastico mondo incantato in cui sorridevo felice.
Ero un’altra che viveva una vita che non le apparteneva.
Non sua.
Ho conosciuto il demonio.
Con aria seducente si è insinuato nelle nostre esistenze tingendo di bianco candore tutto ció che ci circondava. Ha scavato in profondità abissali iniettando nelle noste vene veleno e odio! Ci ha offerto profumate rose dal gambo liscio e robusto, e ci ha sorriso mentre spargeva intorno a noi pungenti spine ricoperte di sangue per isolarci da tutto e sottomettere le nostre menti al suo volere.
Ho conosciuto il demonio.
Aveva le sembianze di una splendida donna sinuosa.
Ho conosciuto il demonio e da quel momento la mia vita non è stata più la stessa.
Vivo con il cuore trafitto dall’indifferenza.
Sospesa.
Condizionata ancora nei pensieri da quell’essere perverso che ha manipolato la mia personalità per anni. Come una goccia d’acqua che scalfisce e scava anche la pietra più resistente…così le sue parole, ripetute ogni giorno, hanno sedimentato in me concetti assurdi.
Astuto e scaltro, è strisciato nei nostri cervelli seminando virus letali e si è insinuato nelle nostre budella infettando organi e liquidi.
Ho conosciuto il demonio.
E mi ha rovinato l’esistenza.

Bianche spine odorose di marcio mi trafiggono i pensieri iniettando perversioni e rancori.
Orgoglioso, senza nemmeno conoscere l’odore, la forma, il colore dell’oggetto del suo fantomatico orgoglio!
Sorrido amaramente al mio riflesso nello specchio frantumato, scorgendo pezzi altrui che mi incorniciano il viso.
La stanchezza prende il sopravvento e l’amore che mi riempie, per attimi infinitesimi, cede il posto ad una rabbia feroce!
Sono in equilibrio precario al centro esatto della mia esistenza. Dentro di me e accanto a me il miracolo della vita…tutto intorno solo morte e devastazione!
Lotto con tutte le mie forze per cercare di custodire incontaminato il mio angolo di felicità, ma le ombre altrui, a volte, oscurano il mio sole con passo scaltro e deciso.

ci sono muri indistruttibili

sento scivolare sulla schiena le tue ultime parole
messaggi tramandati da voci innocenti
che colpiscono dritto al cuore

adesso so, con assoluta certezza,
che non c’è nulla che io possa fare per riaverti nella mia vita
sei intrappolato in una ragnatela dalla trama fittissima che ti impedisce di guardare cosa ti circonda

catturato ed isolato

ti hanno fatto credere che quello fosse il posto migliore in cui vivere
oggi per te non esiste alternativa al tuo isolamento

mi hai sempre consigliato di essere una donna libera
scevra da qualsiasi tipo di condizionamento psicologico
ma la tua libertà finiva all’interno di quella ragnatela invecchiata
non sapevi che la mia libertà mi avrebbe portato fuori di lì

a costo di vivere lontano da te

 

Finisce qui, così,
senza una parola, un messaggio, una carezza, un tuo pensiero rivolto a me.
Finisce qui, così,
il quarto anno di distanze in espansione…per lasciare spazio ad un 2010 ancora più vuoto.
Finisce qui, così,
la mia ossessione di te che si materializza durante le "feste" trasformandosi in pianto silenzioso e malinconia.
Finisce qui, così.
Senza più nulla da aggiungere alla tua risposta gelida quando ti ho telefonato il giorno di natale.
Finisce qui, così,
tra solitudini diverse che si cercano, perdendosi in ricordi ormai lontani.
 

[L'ultima foto che ho con te è di tanto...troppo tempo fa.
L'ulltima gioia che mi lega a te ormai non la ricordo più.]


Finisce qui, così,

un anno difficile, segnato dalla perdita di una persona per te troppo importante.
Finisce qui, così,
lo squallido spettacolo che si srotola davanti ai miei occhi alternando animate discussioni,
incomprensibili ipocrisie ed insopportabili pause.
Finisce l’era dei nostri silenzi, delle parole d’amore urlate al vento,
della voglia di andare oltre e riuscire a mettere da parte i rancori.
Finisce con il cuore che si squarcia
e le mani che hanno paura di digitare parole dal suono troppo doloroso.
 

[Finisco qui questo anno di svolta, da sola, di fronte al mio muto interlocutore virtuale.
Pensando a te con questo sole che oggi più che mai riscalda la pelle.
Aspettando in silenzio la luna piena che, accompagnata da luci variopinte,
mi ricorderà quanto maledettamente mi sei mancato in questi mesi
e quanto, per il tuo benessere, abbia dovuto scegliere di rinunciare ad amarti.]

Finisce qui, così…

A mezzanotte 
un nuovo giorno, di un nuovo anno, di un nuovo decennio, 
ci regalerà nuovi propositi e nuove prospettive.
Tu sarai altrove,
circondato dalle persone che ami e che hai scelto di avere al tuo fianco.
Sentirò la tua voce sussurrarmi auguri,
mentre il tuo calice di champagne brinderà al nuovo anno con le persone che mi hanno distrutto la vita
e il tuo sorriso e i tuoi occhi si perderanno nel cielo in cerca dell’angelo custode che ti vive accanto.
Una lacrima scivolerà sulla tua pelle, un addio muto.

[Sarò lì, imprigionata nel tuo pianto, a ricordarti che non sei solo.
Le mie braccia invisibili ti stringeranno in un abbraccio d'amore
e le mie labbra si poseranno sulle tue
per farti riprovare quella sensazione di appartenenza genetica
che da anni non provi più.
Ti sussurrerò TI AMO all'orecchio e mischierò le mie lacrime alle tue
per poi volare via e ritornare nella mia vita senza di te,
dove tu hai scelto di relegarmi]

Tokyo_Keith Jarret scivola nella mia stanza,
chiudendo il 2009 e lasciando dietro di sè le solite amarezze regalatemi dal Natale.
Una parola di troppo o un gesto impulsivo,
a volte 
interrompono ciò che il tempo o la lontananza non sono riusciti a distruggere.
Vedo volteggiare nell’aria,
pregna di nicotina,
pensieri e parole che dolcemente si posano al suolo
interrompendo bruscamente la loro danza perpetua.
Le note…a scandire la loro irrimediabile discesa.
Un rumore impercettibile le posa sul mio gelido pavimento…
un sussurro che solo il cuore può percepire.

Il Natale mi risucchia nel vortice della malinconia.
Occhi sbarrati a fissare un soffitto immobile.
Notti insonni ad inseguire pensieri.
A rincorrere emozioni.
Parole mute che viaggiano su lunghezze d’onda collegate dal sangue.
Premonizioni.
Sogni strani.
Situazioni in sospeso.
Concordati che annullano esistenze.
Sofferenza.
Fallimento esistenziale.
Dolore per il dolore altrui.
Malinconia che piove dal cielo.
Solitudine che sgorga dalle viscere.
Silenzio.
Apatia.
Ansia.
Una muffa antica si poggia sul cuore.
Stratificazioni di situazioni irrisolte devastano l’anima.
Desiderio di allungare una mano.