Vinicio Capossela scandisce i miei minuti.
Ed il tempo rallenta il suo rapido fluire sulle note di SOLO MIA.
[Cerco te, ma tu chi sei..di chi sei! Di chiunque tu ora sia...solo mia non sei.]
Una doverosa telefonata mi attende sulla tastiera del mio NOKIA…pronta per essere attivata.
Ma la mente prende tempo, si dedica spazio per colmare lentamente il vuoto che ci separa con parole da dire e frasi da formulare.
Avion Travel ed Elisa mi spingono…e chissà che non verrai qui per un caffè.

E no che non verrai…sei in una fantomatica riunione, circondato da chissà chi.
E mi ringrazi…e mi si stringe il cuore al pensiero di non poterti abbracciare.

E scoprire che tutto muta.
CHE ANCHE IO INESORABILMENTE MUTO.
Solo questa musica resta appiccicata qui, sullo sfondo nero della mia malinconia.
E rido, tacendo.
Rido di me.
Rido delle situazioni che si rincorrono per strada in affannose conquiste prive di traguardi.
Rido di te e dei tuoi ingiustificati silenzi.
Rido di loro che, ignari, osservano pietosi spettacoli tragi_comici,
pagando col proprio sangue un biglietto di sola andata sul treno delle emozioni.


[Ed ho una fottutissima voglia di sesso stamattina.
Di essere toccata brutalmente, da mani esperte, con occhi bendati.
Di offrire il mio nettare a morbide labbra affamate.
Un'inspiegabile eccitazione che mi preme tra le cosce.
Un desiderio folle di assaporare calore, di sentire un contatto, di assaggiare sapori.
Ho voglia di essere scopata nel modo più libero e selvaggio possibile.
Trasgressioni che mi sfiorano i pensieri
Allungo una mano.
Castigo la mia femminilità con tocco possente e delicato.
Redimo la mia anima, soddisfacendo un piacere primordiale.]

ci sono muri indistruttibili

sento scivolare sulla schiena le tue ultime parole
messaggi tramandati da voci innocenti
che colpiscono dritto al cuore

adesso so, con assoluta certezza,
che non c’è nulla che io possa fare per riaverti nella mia vita
sei intrappolato in una ragnatela dalla trama fittissima che ti impedisce di guardare cosa ti circonda

catturato ed isolato

ti hanno fatto credere che quello fosse il posto migliore in cui vivere
oggi per te non esiste alternativa al tuo isolamento

mi hai sempre consigliato di essere una donna libera
scevra da qualsiasi tipo di condizionamento psicologico
ma la tua libertà finiva all’interno di quella ragnatela invecchiata
non sapevi che la mia libertà mi avrebbe portato fuori di lì

a costo di vivere lontano da te

 

Finisce qui, così,
senza una parola, un messaggio, una carezza, un tuo pensiero rivolto a me.
Finisce qui, così,
il quarto anno di distanze in espansione…per lasciare spazio ad un 2010 ancora più vuoto.
Finisce qui, così,
la mia ossessione di te che si materializza durante le "feste" trasformandosi in pianto silenzioso e malinconia.
Finisce qui, così.
Senza più nulla da aggiungere alla tua risposta gelida quando ti ho telefonato il giorno di natale.
Finisce qui, così,
tra solitudini diverse che si cercano, perdendosi in ricordi ormai lontani.
 

[L'ultima foto che ho con te è di tanto...troppo tempo fa.
L'ulltima gioia che mi lega a te ormai non la ricordo più.]


Finisce qui, così,

un anno difficile, segnato dalla perdita di una persona per te troppo importante.
Finisce qui, così,
lo squallido spettacolo che si srotola davanti ai miei occhi alternando animate discussioni,
incomprensibili ipocrisie ed insopportabili pause.
Finisce l’era dei nostri silenzi, delle parole d’amore urlate al vento,
della voglia di andare oltre e riuscire a mettere da parte i rancori.
Finisce con il cuore che si squarcia
e le mani che hanno paura di digitare parole dal suono troppo doloroso.
 

[Finisco qui questo anno di svolta, da sola, di fronte al mio muto interlocutore virtuale.
Pensando a te con questo sole che oggi più che mai riscalda la pelle.
Aspettando in silenzio la luna piena che, accompagnata da luci variopinte,
mi ricorderà quanto maledettamente mi sei mancato in questi mesi
e quanto, per il tuo benessere, abbia dovuto scegliere di rinunciare ad amarti.]

Finisce qui, così…

A mezzanotte 
un nuovo giorno, di un nuovo anno, di un nuovo decennio, 
ci regalerà nuovi propositi e nuove prospettive.
Tu sarai altrove,
circondato dalle persone che ami e che hai scelto di avere al tuo fianco.
Sentirò la tua voce sussurrarmi auguri,
mentre il tuo calice di champagne brinderà al nuovo anno con le persone che mi hanno distrutto la vita
e il tuo sorriso e i tuoi occhi si perderanno nel cielo in cerca dell’angelo custode che ti vive accanto.
Una lacrima scivolerà sulla tua pelle, un addio muto.

[Sarò lì, imprigionata nel tuo pianto, a ricordarti che non sei solo.
Le mie braccia invisibili ti stringeranno in un abbraccio d'amore
e le mie labbra si poseranno sulle tue
per farti riprovare quella sensazione di appartenenza genetica
che da anni non provi più.
Ti sussurrerò TI AMO all'orecchio e mischierò le mie lacrime alle tue
per poi volare via e ritornare nella mia vita senza di te,
dove tu hai scelto di relegarmi]

Tokyo_Keith Jarret scivola nella mia stanza,
chiudendo il 2009 e lasciando dietro di sè le solite amarezze regalatemi dal Natale.
Una parola di troppo o un gesto impulsivo,
a volte 
interrompono ciò che il tempo o la lontananza non sono riusciti a distruggere.
Vedo volteggiare nell’aria,
pregna di nicotina,
pensieri e parole che dolcemente si posano al suolo
interrompendo bruscamente la loro danza perpetua.
Le note…a scandire la loro irrimediabile discesa.
Un rumore impercettibile le posa sul mio gelido pavimento…
un sussurro che solo il cuore può percepire.

Il Natale mi risucchia nel vortice della malinconia.
Occhi sbarrati a fissare un soffitto immobile.
Notti insonni ad inseguire pensieri.
A rincorrere emozioni.
Parole mute che viaggiano su lunghezze d’onda collegate dal sangue.
Premonizioni.
Sogni strani.
Situazioni in sospeso.
Concordati che annullano esistenze.
Sofferenza.
Fallimento esistenziale.
Dolore per il dolore altrui.
Malinconia che piove dal cielo.
Solitudine che sgorga dalle viscere.
Silenzio.
Apatia.
Ansia.
Una muffa antica si poggia sul cuore.
Stratificazioni di situazioni irrisolte devastano l’anima.
Desiderio di allungare una mano.

WOMAN IS A DEVIL

Me and the devil,
Walking side by side.
Me and the devil,
Going to take you on a long and evil ride.
The woman is a devil,
That’s what I’ve been told.
Woman is a devil,
That’s what I’ve been told.
She’ll take all your money,
Then she’ll spend all your gold.
All right.
The devil is a woman.
She’s a woman.
Well I play my acts, honey
She take the whole damn role.
Keep on going, now, come on.
All right play it, yeah.
One more time.
Well she feel like dying.
Only twenty-one.
Well she feel like dying,
But she’s only twenty-one.
She’s not the only,
She’s not the only one.
All right, all right, all right.
All right, all right.
Gonna save the whole world.
All right.
J.D.M.

TUNNEL EMOZIONALE

Mi chiedo come possano svanire le parole da dire.
Come possano dissolversi nel nulla i pensieri d’amore.

La mia vita resta intrappolata nel suo passato.
Resto aggrappata alle radici dei miei alberi con tutta me stessa.
Ostinandomi a non voler vedere la pianta, che scivola tra mie braccia, ormai inerme.
 

Tutto si riconduce al principio. Al seme piantato.

Anche la mia follia.
Anche la mia inquietudine.
Anche l’amore.

Vorrei saper andare via senza ripensamenti.
Vorrei non essere così ossessionata da tutto ciò che amo.
Vorrei non essere schiava di tutto ciò che inesorabilmente mi distrugge.