Dissotterro cadaveri in putrefazione.
Vecchi rancori incancreniti dal tempo.
Ho nascosto per anni,
sotto strati di pazienza e tolleranza,
pericolose mine dal potere distruttivo,
che adesso sento esplodere, una ad una, dentro di me.

Dissotterro cadaveri in putrefazione.
Vecchi rancori incancreniti dal tempo.
Ho nascosto per anni,
sotto strati di pazienza e tolleranza,
pericolose mine dal potere distruttivo,
che adesso sento esplodere, una ad una, dentro di me.

Sfiori la mia vita con sfacciata indifferenza.
Stai attento a non toccare nulla che mi appartiene e, con sguardo distratto, fingi di non vedere ció che è lampante agli occhi di tutti.
Continuo a soffrire osservando da lontano la tua vita che scorre senza interruzioni…
E so che non ci sarà un domani.
E so che sarai per sempre la mia dannazione.
Sono in ostaggio.
Sono come un leone in gabbia.
Sto impazzendo.
In preda a violente convulsioni cerebrali, mi rifugio in un mutismo forzato per paura che le mie parole possano distruggere situazioni già in equilibrio precario.
Più osservo chi mi circonda e più mi manca l’uomo che eri quando mi facesti innamorare di te!
Attorniata dal vuoto delle esistenze altrui, scavo nelle mie profondità in cerca di linfa vitale.
E solo l’amore compensa il dolore…riscatto per la mia sofferenza.
Ho vinto il primo posto e sono salita sul podio della vita sorreggendo, con braccia trionfanti, il premio più dolce che una donna possa desiderare.
È massacrante non poter conduvidere con te questo raggio di felicità.
Abbagliata dal mio amore per lui, cerco il più possibile di diventare impermeabile agli atteggiamenti altrui…ma quando il dolore sgorga dalle viscere, non c’è salvezza.
Inondata da te, aspetto inerme che la marea passi, per ritrovare la calma apparente che mi consente di sopravvivere senza annegare.
Mi manchi. Cazzo quanto mi manchi.
I miei pensieri sono qualcosa che la mia anima teme.
Fremo per la mia allegria.
A volte mi sento invadere da
una vaga, fredda, triste, implacabile
quasi-concupiscente spiritualità.
[...]
Come il mare che prevede una tempesta,
un pigro dolore e un’inquietudine fanno di me
il mormorio di un incalzante stormo.
[...]
Sono un bevitore dei miei pensieri.
L’essenza dei miei sentimenti inonda la mia anima.
La mia volontà vi si impregna.
Fernando Pessoa
E non so nemmeno quale musica fa da sottofondo…rubo minuti preziosi alla mia quotidianità per correre qui con il mio iphone a vomitare una rabbia che non posso più contenere. Mi ronzano in testa una canzone dell’ultimo album di lorenzo e una di carmen consoli. Non c’è più tempo per nulla…fortunatamente, nemmeno per il dolore!
Tra nere pareti ricoperte di lucido smalto ormai invecchiato, giaccio, mentre i pensieri mi rendono impossibile affrontare la notte.
Rincorro fantasmi negli angoli più nascosti della memoria, sorrisi, abbracci, parole che possano ricondurmi anche solo un attimo in quel fantastico mondo incantato in cui sorridevo felice.
Ero un’altra che viveva una vita che non le apparteneva.
Non sua.
Ho conosciuto il demonio.
Con aria seducente si è insinuato nelle nostre esistenze tingendo di bianco candore tutto ció che ci circondava. Ha scavato in profondità abissali iniettando nelle noste vene veleno e odio! Ci ha offerto profumate rose dal gambo liscio e robusto, e ci ha sorriso mentre spargeva intorno a noi pungenti spine ricoperte di sangue per isolarci da tutto e sottomettere le nostre menti al suo volere.
Ho conosciuto il demonio.
Aveva le sembianze di una splendida donna sinuosa.
Ho conosciuto il demonio e da quel momento la mia vita non è stata più la stessa.
Vivo con il cuore trafitto dall’indifferenza.
Sospesa.
Condizionata ancora nei pensieri da quell’essere perverso che ha manipolato la mia personalità per anni. Come una goccia d’acqua che scalfisce e scava anche la pietra più resistente…così le sue parole, ripetute ogni giorno, hanno sedimentato in me concetti assurdi.
Astuto e scaltro, è strisciato nei nostri cervelli seminando virus letali e si è insinuato nelle nostre budella infettando organi e liquidi.
Ho conosciuto il demonio.
E mi ha rovinato l’esistenza.
Bianche spine odorose di marcio mi trafiggono i pensieri iniettando perversioni e rancori.
Orgoglioso, senza nemmeno conoscere l’odore, la forma, il colore dell’oggetto del suo fantomatico orgoglio!
Sorrido amaramente al mio riflesso nello specchio frantumato, scorgendo pezzi altrui che mi incorniciano il viso.
La stanchezza prende il sopravvento e l’amore che mi riempie, per attimi infinitesimi, cede il posto ad una rabbia feroce!
Sono in equilibrio precario al centro esatto della mia esistenza. Dentro di me e accanto a me il miracolo della vita…tutto intorno solo morte e devastazione!
Lotto con tutte le mie forze per cercare di custodire incontaminato il mio angolo di felicità, ma le ombre altrui, a volte, oscurano il mio sole con passo scaltro e deciso.
[silenzio]
è ciò che ho scelto,
data la tua sfacciata ed insolente indifferenza.
[silenzio che mi squarcia il cuore]
hai deciso di non far parte della mia vita
e per anni mi sono dannata nel tentativo inutile di ricondurti a me.
hai preferito non far parte della sua vita
ma nulla più farò per convincerti a tornare.
[silenzio che mi annebbia la vista]
stai naufragando da solo nel mare in tempesta in cui hai scelto di isolarti.
l'unico possibile salvagente fa parte di un essere umano che cederà la sua vita in cambio della tua.
[silenzio]
e nemmeno adesso,
che il tuo corpo si sta ribellando,
hai deciso di aprire le tue braccia nella nostra direzione.
[silenzio]
torno qui dopo più di un anno
(non è un buon segno)
ma
non ho il coraggio di scrivere